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(A cura della Dott.ssa Giulia Caddeo (Égalité – Great Italian Food Trade). N.B.: Le opinioni espresse sono presentate a titolo personale dall’Autore e non riflettono necessariamente la posizione di IgiTo sul tema esposto. Le informazioni presentate hanno carattere generale e divulgativo e non sostituiscono in alcun modo l’assistenza di un professionista. Per informazioni: info@igito.it)
La Dichiarazione sui diritti dei contadini e delle persone che lavorano la terra è opportunamente citata, congiuntamente alla Via Campesina, nella parte narrativa delle Disposizioni in materia di agricoltura contadina (1825), proposta di legge presentata alla Camera lo scorso 6 maggio e affidata in sede referente alla commissione agricoltura lo scorso 21 agosto, anche se non ancora calendarizzata. Essa si configura come ultimo tassello della Campagna per l’agricoltura contadina, che prende il via nel 2009 grazie a una rete di associazioni che si battono per l’ottenimento di una legge nazionale che riconosca le realtà contadine in Italia e le sostenga con misure puntuali e concrete.
L’agricoltura contadina si colloca in un contesto di pluralità di agricolture. Va al di là del concetto di mera attività economica, svolgendo una funzione sociale di tutela del territorio, di custodia della terra come bene comune dell’umanità, di tradizioni e tecniche agricole, della biodiversità e del rispetto degli ecosistemi. Per queste ragioni essa necessita di particolari forme di sostegno, incentivo e protezione, a partire da una definizione legislativa che descriva e la riconosca come categoria giuridica. Le caratteristiche strutturali delle aziende agricole italiane sono intimamente legate alle caratteristiche del territorio italiano, prevalentemente montuoso e collinare. Il panorama agricolo italiano si caratterizza per la presenza capillare e parcellizzata di piccole aziende diretto-coltivatrici e di poche macrorealtà industriali, concentrate prevalentemente nel Centro-Sud.
L‘agricoltura dei contadini che non sono imprenditori e tanto meno industriali della terra” resta“quasi invisibile allo sguardo della legge che non la riconosce come costituzionalmente diversa dall’altra (e perfino opposta, negli effetti) e non ne sa ascoltare la voce.
Così si legge nel comunicato stampa dei promotori della Campagna.
Da allora, anno della sua istituzione, diversi passaggi portano le istanze della Campagna sul piano istituzionale: nel 2010, la petizione della Campagna per una legge sull’agricoltura contadina diviene proposta di legge. Cambi di governo e ministri portano all’interruzione dell’iniziativa, ma nuovo impulso viene dato il 10 ottobre 2013 con la presentazione delle Linee guida per una legge quadro sulle agricolture contadine.
Tra il 2014 e il 2015 vengono presentate quattro proposte di legge simili sul medesimo tema. La “Legge quadro sull’agricoltura contadina” (2025), proposta depositata dall’Onorevole Zaccagnini, redatta di concerto con i membri della Campagna Contadina, è quella che meglio ne raccoglie le istanze. Essa introduce i concetti di sovranità alimentare, bene comune, agroecologia, accesso alla terra, individuando, allo stesso tempo, misure puntuali e concrete a sostegno dei contadini. Sulla base della definizione tecnica di cosa siano le agricolture contadine, la proposta indica anche uno specifico albo in cui esse debbano venire registrate. Le imprese così individuate godono di specifiche misure di tutela e agevolazioni. Per esempio, disposizioni di semplificazione riguardano la lavorazione, la trasformazione, la vendita e l’etichettatura di limitate quantità di prodotti di filiera corta e di produzione locale; è prevista la riduzione di contributi assistenziali e previdenziali, così come l’esonero dal pagamento dell’imposta sul valore aggiunto entro i 25.000 euro annui, la riduzione di non meno dell’80% di tasse e imposte gravanti sulle attività commerciali di vendita di prodotti agricoli e alimentari a chilometro zero. I mercati contadini che non producono rifiuti sono esentati dalla relativa tassa. Sono, inoltre, previsti l’accesso prioritario ai mercati locali, il libero utilizzo delle sementi da parte dei contadini, così come il recupero delle terre incolte.
Il 13 dicembre 2017 il comitato ristretto della Commissione agricoltura della Camera giunge all’adozione del testo base, sintetizzando i contenuti delle quattro proposte. Con le elezioni del marzo 2018, purtroppo, cambiando i parlamentari di riferimento, l’avanzamento della proposta di legge subisce una fase di arresto. Il Coordinamento della Campagna rielabora, quindi, il testo da proporre ai nuovi parlamentari, assemblando la legge Zaccagnini con istituti introdotti dalle altre tre proposte, ma ad oggi la discussione parlamentare su questi temi è ferma. Se, infatti, a livello internazionale il progressivo riconoscimento della dimensione contadina ha portato alla recente approvazione, nel novembre 2018, della Dichiarazione ONU per i diritti dei contadini e delle altre persone che lavorano in ambito rurale, il panorama nazionale risulta ancora refrattario a queste innovazioni.
Nuovo impulso, poi, dovrà essere dato ora che un nuovo governo si è formato: gli impegni presi dall’On. Filippo Gallinella nell’ambito degli incontri istituzionali del 14 e del 25 febbraio 2019 sulla ripresentazione della Campagna e di quelli incorporati nella proposta di legge a firma Cunial rientrano pienamente nel ventinovesimo punto del programma di governo Conte bis:
È necessario […] adottare gli strumenti necessari per preservare le colture tradizionali e biologiche, tutelando peculiarità e specificità produttive, così come l’agricoltura contadina nelle cosiddette “aree marginali”.”
A fronte dell’esistenza di diverse forme di agricoltura, le attuali politiche agricole sono  strutturate per sostenere prevalentemente quella di larga scala, capitalizzata e meccanizzata, caratterizzata da forte competitività nei mercati globali. Servono misure concrete che riconoscano la coesistenza di differenti tipologie di agricoltura e agevolino le aziende di piccole dimensioni che attuano modelli agricoli ecologici in armonia con l’ecosistema di riferimento. Speriamo che la neonominata Teresa Bellanova sia in grado di accettare e affronatre la sfida, anche nell’ambito della nuova PAC 2021-2027.
Nell’ambito del convegno Terra e diritti dello scorso 14 giugno, organizzato presso la sede dell’associazione Piemonte Grecia da ARI e CIVG, è stato messa in rilievo la portata culturale dell’ingresso in parlamento di proposte di legge che introducono nell’ambito legislativo nazionale italiano la nozione di contadino e concetti quali quelli di sovranità alimentare, bene comune, diritto alla terra, facendo riferimento anche a fonti di rango internazionale quali la Dichiarazione sui diritti dei contadini e delle persone che lavorano la terra, le cui obbligazioni vanno adempiute tramite politiche attente e lungimiranti.
La speranza è che si arrivi presto all’approvazione di una legge sull’agricoltura contadina, la volontà è quella di mantenere viva l’attenzione su questo tema così importante per il comparto agricolo italiano.

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